sabato 26 maggio 2007

Finalmente risolto il problema delle cave abusive in Campania?

Interi quartieri costruiti senza una licenza edilizia, giunte comunali che si compongono e si sciolgono a seconda dell'adesione o meno agli interessi degli speculatori, enti locali che collocano le loro strutture in immobili abusivi: lo spettacolo offerto nelle periferie delle province di Napoli e Caserta è la fotografia della grande emergenza che sta soffocando la Campania in questi giorni.

Nel corso dell'ultimo decennio, l'incessante e caotico sviluppo edilizio ha determinato una saldatura tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. La rete idrica, quella fognaria, quella stradale e in generale tutti i più elementari servizi sono spesso inadeguati, con gravi danni per i cittadini.

Cittadine come Marano, Giugliano, Villaricca, Quarto, Casoria, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Frattaminore, sono cresciute in modo caotico e in disprezzo a qualsiasi regola urbanistica. Napoli non fa eccezione: Pianura, quartiere tra i più popolosi della città con quasi 100.000 abitanti, è stato costruito senza una sola licenza edilizia.

Naturalmente il soggetto che ha maggiormente lucrato nel fenomeno dell’abusivismo edilizio, deturpando l’aspetto di molte città e cittadine della Campania, è la camorra. Un frutto avvelenato nato dal colpevole intreccio di interessi tra imprenditoria privata senza scrupoli, appalti pubblici pilotati e ovviamente politici conniventi.

E’ nato e si è sviluppato quindi un vero e proprio “ciclo del cemento” che, per far fronte al crescente fabbisogno di materia prima nel settore edilizio, ha portato alla creazione e allo sfruttamento di numerose cave abusive.

Si è prodotta una modifica sostanziale non solo degli assetti urbanistici delle nostre città, ma anche del profilo di molte aree collinari, visibilmente e spesso irreversibilmente sfigurate, in assenza di una pianificazione adeguata.

In questo quadro ben si è inserito il business dello smaltimento illegale dei rifiuti; un affare che le ecomafie hanno fatto diventare sempre più lucroso grazie a meccanismi assai ingegnosi: una vera e propria rete che consente anche a grandi aziende di gestire i propri rifiuti pericolosi ed industriali con costi assolutamente minimali.

Infatti, allo scopo di nascondere il materiale ed evitare i controlli, i clan – che controllano sia il business dell’edilizia abusiva, sia l’estrazione di materiali per costruzione dalle cave abusive – sono arrivati a sotterrare i rifiuti sia nelle fondamenta dei palazzi sia nelle viscere delle montagne scavate.

Si è, quindi, trovato il modo per nascondere le cave abusive una volta esaurite, riempiendole di rifiuti tossici e costruendo palazzi abusivi su ex discariche, con la conseguenza che i materiali rimangono sepolti per sempre sotto le fondamenta degli edifici.

Secondo l’Ordine campano dei Geologi ci sarebbero in Regione circa 1000 cave abusive.

A questo quadro abbastanza deprimente si deve aggiungere la colpevole incapacità delle Istituzioni, le quali non solo fanno poco o nulla per arginare il fenomeno, ma non hanno purtroppo nemmeno le idee chiare su come riqualificare il territorio.

Prova ne sia che i professori de Medici (Ordinario di Geologia applicata, Università “Federico II” di Napoli) e Ortolani (Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del territorio) in una conferenza tenutasi il 12 Maggio scorso presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Napoli, hanno sostenuto che in Campania le cave sono quasi tutte in mano alla camorra e, anziché essere rinaturalizzate dalle stesse imprese di estrazione sono addirittura prese in considerazione per lo stoccaggio temporaneo e definitivo dei rifiuti.

Il Professore de Medici ha proseguito sostenendo che un corretto piano di coltivazione della cava comprende l’inizio, lo sfruttamento e infine la riqualificazione, che non spetta allo Stato o al Governo Regionale, ma a coloro che hanno rovinato la zona.

Un altro aspetto cruciale da sottolineare è che quasi tutte le cave campane sono in materiale calcareo e lapideo, cioè geologicamente non si prestano ad essere utilizzate come discariche di immondizia in quanto, praticamente, i rifiuti vengono assorbiti dal terreno.
In questa situazione di emergenza, ci sono da segnalare due importanti novità.

Il 17 Maggio scorso, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Campania, Enzo De Luca, dopo un incontro con il Dipartimento Nazionale della Protezione civile, con il Commissariato all’emergenza rifiuti e con quello alle bonifiche, ha dato il via libera all’utilizzo di 104 cave abbandonate per depositare le ecoballe (oltre 26,5 milioni di metri cubi).
Quattro giorni dopo, coerentemente con la scelta fatta da De Luca, il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in un'intervista apparsa sul Corriere della Sera ha dichiarato: “In Campania bisogna togliere i rifiuti dalle strade e metterli nelle cave sottratte alla malavita organizzata. Ce ne sono almeno 300 attualmente nella disponibilità della magistratura”, suggerisce il Ministro, concludendo: “naturalmente vanno verificati con attenzione, i siti scelti, valutando le compatibilità e i possibili vincoli ambientali e paesaggistici”.

Ci piacerebbe sapere, in conclusione, in che modo si possono tutelare i vincoli ambientali e paesaggistici del territorio, considerando che anche Franco Russo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, ha recentemente dichiarato che le cave abusive rappresentano una vera emergenza ambientale, visto che gli sversamenti che avvengono e sono avvenuti in esse, portano gravi conseguenze per l'aria, per i suoli e per le falde, in considerazione dell'elevata permeabilità dei rilievi carbonatici campani.
A rigor di logica ci domandiamo: se una cava è abusiva ed è quindi stata scavata non in aderenza a criteri tecnici e norme di legge, per quale motivo dovrebbe successivamente diventare luogo ideale per lo sversamento dei rifiuti?

Luigi Esposito e Mario de Riso

2 commenti:

Mises ha detto...

E' vera la notizia secondo la quale è in arrivo un incremento dell'imposta comunale sulla spazzatura?

VivaCampaniaViva ha detto...

yesssssssssssssssssssssssssssssssss.......
per il resto...no comment..
ciao mises
Luigi Esposito