martedì 5 giugno 2007

La raccolta differenziata in Campania: un punto sulla situazione

Ogni volta che si discute della questione rifiuti in Campania, la convinzione più generale è che l’emergenza nasca dalla mancanza di discariche, e che questa derivi dalla ferma opposizione della popolazione dei comuni dove queste vengono individuate, nella convinzione che queste portino pericoli per la salute dei cittadini.

Naturalmente questo punto di vista riflette i convincimenti dell’uomo della strada il quale, male informato da telegiornali o semplicemente perché stanco di vivere a contatto con cumuli maleodoranti di rifiuti, non trova di meglio che credere al commissario straordinario di turno che si trova a lottare con sindaci e “pasionarie” per far scaricare i camion dell’immondizia.

A mio avviso, le responsabilità più grandi della gestione commissariale sono da individuare nel fatto che ha cercato solo di togliere i rifiuti dalle strade (talvolta – come si sa – non riuscendoci nemmeno), senza organizzare e studiare una politica di medio-lungo periodo per la definizione di questa peculiare questione. O meglio, l’unica soluzione individuata è stata quella di procedere alla rapida costruzione del più grande inceneritore-termovalorizzatore italiano, ad Acerra. Decisione di rara miopia, visto che le cd. “ecoballe” che si sono accumulate in questi anni non possono essere bruciate in quanto non sono state correttamente trattate. Se lo fossero, la Campania correrebbe il rischio di essere esposta ad una catastrofe ambientale probabilmente ancor più grave.

Le persone un po’ più avvedute e che hanno magari una esperienza di vita vissuta altrove, hanno suggerito la necessità di avviare una seria politica per la differenziazione della raccolta dei rifiuti e di non considerare la costruzione del termovalorizzatore come la panacea di tutti i mali. Da più parti si è definita questa come la soluzione del problema campano e molto recentemente se ne è iniziato (era ora!) a parlare anche a livello politico.

Piuttosto incredibilmente (visti i presupposti), sono già 95 i comuni campani che hanno superato la soglia del 35% di raccolta differenziata e sono stati premiati da “Comuni Ricicloni”, la classifica annuale stilata da Legambiente sulle performance nella gestione dei rifiuti delle città italiane. Particolarmente in provincia di Salerno troviamo comuni molto virtuosi, tra i migliori d’Italia: Atella Lucana arriva al 96,1% di raccolta differenziata, Rofrano 91,9, Giffoni Sei Casali 77, San Cipriano Picentino 75,3, Bellizzi 73,3, Montecorvino Rovella 72,2, Corbara 69,3, Padula 68,5. Ma anche la provincia di Avellino e quella di Caserta hanno comuni che si distinguono con percentuali di differenziata ben superiori al 35% (che sarebbe il minimo al quale l’Italia sarebbe dovuta arrivare per adeguarsi alle direttive UE in materia).

Paradossalmente però proprio questi Comuni che spingono e puntano sulla raccolta differenziata sono fortemente penalizzati. Infatti, tranne l’insufficiente impianto di Polla (che è stato anche chiuso nell’ottobre del 2006), la Campania non ha strutture per il trattamento della frazione umida dei rifiuti, i cosiddetti “impianti di compostaggio”. Pertanto, le amministrazioni che separano l'umido da carta, vetro e plastica sono incredibilmente costrette a pagare (e tanto) per smaltire fuori dai confini regionali i propri rifiuti organici. In Campania il Commissariato ha lavorato per trovare nuove discariche, ha creato impianti per la produzione di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) che sono 7 ormai in tutta la regione, ha fatto costruire un inceneritore e ne ha messo in cantiere un altro, ma non ha pensato agli impianti di compostaggio, con la conseguenza che i rifiuti organici dalla Campania si devono portare in Calabria, Puglia o in Sicilia, con un dispendio economico pazzesco e con costi ambientali molto elevati.

Oltretutto al danno si aggiunge la beffa. Nella provincia di Salerno, ci sono ben 156 Comuni che hanno una raccolta differenziata che complessivamente sfiora il 25%, quasi il doppio della media regionale. Questi spendono complessivamente almeno 150 milioni all'anno per gestire il servizio di raccolta e smaltimento, con un costo compreso tra i 70 e i 140 Euro a tonnellata solo per il trasporto della frazione umida oltre i confini regionali. Il trasporto è quasi interamente nelle mani dei clan della camorra che più vanno lontano a sversare l'immondizia e più ci guadagnano!
A conti fatti, con una spesa di 3,5 milioni di euro, si potrebbe costruire un impianto di compostaggio per trattare in loco 25mila tonnellate di organico, equivalenti a un bacino di utenza di 400mila abitanti, realizzabile, collaudo incluso, in 12 mesi e in grado di funzionare per almeno 15 anni.

La Campania, quindi sconta i quasi venti anni di assenza di politiche di pianificazione per la risoluzione definitiva della questione rifiuti.

I buoni risultati dei tanti comuni che praticano la raccolta differenziata, ma che la pagano così cara, indicano che la vera questione riguarda il controllo della criminalità organizzata su traffico e smaltimento dei rifiuti.

E’ oggi una fondamentale e ineludibile scelta strategica l’apertura di impianti di compostaggio che consentano lo smaltimento della frazione umida e quindi un incentivo forte per i comuni alle attività di raccolta differenziata. Bene si è fatto a costruire i sette impianti per la produzione di CDR, ma non basta. Oggi invece vanno aperti molti impianti di compostaggio e va attivata – a iniziare dai comuni fino a 15.000 abitanti - la raccolta differenziata con sistema porta a porta e non affidarsi alla campana per strada. Se questo ciclo prende piede, allora sì che funzioneranno bene anche gli impianti per la produzione di CDR, perché arriverà meno frazione organica nella struttura, quella porzione del rifiuto che crea problemi alla produzione di combustibile.

Avviare una seria ed efficiente politica di gestione è dunque possibile e risolverebbe la piaga dell’emergenza una volta per tutte.

Mario de Riso di Carpinone

1 commento:

Alessandro ha detto...

Ho scritto delle mie riflessioni sulla presentazione del libro di Alex Iacuelli a Napoli, invito tutti voi alla lettura :)

http://www.proveditrasmissione.net/archivi/532