mercoledì 30 aprile 2008

Grazie cari amici di VivaCampaniaViva

Le mail che riceviamo ogni giorno sono davvero numerose e provengono da fonti molto varie. Uno degli intenti per il quale è nato il nostro centro, oltre a quello di esporre le nostre idee e proposte per il governo e lo sviluppo della Campania, era quello di dare spazio a chiunque avesse voluto esprimere le sue opinioni senza vincoli di appartenenza politica e senza favorire una parte a discapito dell’altra. Creare un confronto davvero aperto anche tra fazioni politiche che talora rifiutano concettualmente il confronto poiché partono dal presupposto che gli avversari non siano meritevoli di essere ascoltati.
Sul nostro blog non abbiamo avuto problemi a dare spazio a chiunque ha voluto esporre le sue proposte con chiarezza e senza volgarità.
Un altro nostro obiettivo è stato quello di stimolare le istituzioni a far sempre meglio, a confrontarsi e a dialogare con la società civile al fine di poter finalmente consentire ai cittadini di poter votare, un giorno, per il migliore dei due schieramenti e non per il meno peggio.
Vogliamo ringraziare questi amici che ci informano delle loro iniziative, delle loro riflessioni, dei loro pareri, che insomma sono la linfa vitale di quel think tank che auspichiamo di diventare.
Ringraziamo, inoltre, tutti coloro che ormai collaborano con la nostra struttura e agiscono sotto il vessillo di “VivaCampaniaViva” che oggi, come non mai, vive nell’attività dei tanti collaboratori.
Proprio ieri mi è capitato di partecipare ad una riunione presso gli uffici dell’ENEA del lago Brasimone in provincia di Bologna. Lì alcuni responsabili, mi hanno messo al corrente del profondo dramma gestionale e progettuale che investe il loro centro di ricerca, chiedendomi di aiutarli a dare eco alle loro preoccupazioni.
Tutto questo mentre Mario, tra mille impegni, scriveva un articolo sul blog, Michela visionava alcuni dei nostri dossier “storici” per un progetto futuro, Enzo era alla riunione del coordinamento regionale sui rifiuti, Alessandro prendeva accordi per un suo possibile intervento, in nome di VivaCampaniaViva, in un convegno sui rifiuti a Rieti, dove non esiste la raccolta differenziata, Nancy, una studentessa universitaria da me conosciuta recentemente, decideva di avvicinarsi alla politica prendendo il nostro centro culturale come punto di riferimento per le sue idee.
Potrei citare come al solito tanti altri amici e persone che ho conosciuto da pochi mesi, ma che già stimo profondamente per la loro professionalità, impegno e limpidezza etica.
Ben venga un’aggregazione di pensieri che spinga la classe dirigente, i politici e la società civile sempre a far meglio e di più per la nostra terra.

Cordiali saluti
Il Presidente del centro culturale VivaCampaniaViva
Luigi Esposito

Commento sull'articolo di Velardone

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo postVelardone naviga a vele spiegate”:

.......Solo bravi a buttar fango sull'operato delle persone. Assumetevi le vostre responsabilità e riconoscete i meriti di autorevoli personalità politiche che hanno scritto la storia della nostra Napoli prima e dell'Italia intera poi.
P.S. caro blogger, entrando nel merito e leggendo accuratamente quanto da te scritto, sono quasi rimasto meravigliato delle tante cose che sai (le quali non tutti sanno, complimenti), ma alla fine siccome le vostre critiche vanno ad infoltire solo e soltanto il calderone populistico dell'anti-confronto costruttivo, devo, a malincuore, rammentarti che le tue deduzioni sono del tutte errate e se ti va cosi tanto di sapere le sorti del dopo-bassolino posso darti qualche news in merito.
Ciao e buon lavoro.

Anonimo

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Caro anonimo,

il tuo commento mi lascia alquanto interdetto: noto molte sfumature nel tuo commento.
Inizialmente mi sembra quasi un attacco al mio centro quando dici che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità; devi sapere che ogni mio articolo è visionato da un ufficio contenuti e un ufficio legale che ne dà il beneplacito (proprio su tale articolo ho subito più di una censura da parte di entrambi gli uffici) quindi penso che ci prendiamo le nostre responsabilità e i nostri rischi nell’affermare determinate cose.
Poi filosofeggi affermando che ai posteri spetterà l’ardua sentenza di giudicare i meriti di autorevoli personaggi; ma parlavi in senso lato o tra gli autorevoli personaggi inserisci anche Velardone?
Poi vengono i complimenti e asserisci che conosco tante cose ma, ad onor del vero, basta seguire un poco le vicende politiche campane dal di dentro per esserne meglio informati.
Poi dici che, sposando il gergo marinaresco, navigo ancora in alto mare e che sei pronto a guidarmi sulla retta via: magari, sono prontissimo ad ascoltarti e a vederti anche da vicino.
Chiedo solo una cortesia: che tu esca dall’anonimato e che mi invii una mail a vivacampaniaviva@libero.it
Ovviamente sarebbe una piacevole sorpresa se poi ti firmassi Claudio Velardi (o una persona molto vicina a lui)!

PS: Cavolo questo centro culturale mi sta davvero impegnando più del dovuto!!!

Cordiali saluti,
Il Presidente del centro culturale VivaCampaniaViva
Luigi Esposito

martedì 29 aprile 2008

Roma è perduta! Si salvi chi può…

La sconfitta di Rutelli alle elezioni amministrative di Roma segna a mio avviso il tramonto definitivo della dirigenza post-Ulivista del PD e mostra chiaramente la necessità di trovare una strada nuova per ritornare al Governo del Paese e delle Istituzioni locali.

Il risultato di ieri dimostra in maniera inequivocabile che il bisogno di cambiamento dell’elettorato ha avuto la meglio sulla ricerca del miglior governo. È inevitabile che dopo quasi 15 anni un cambio possa avvenire, ma ritengo che le motivazioni per questo passaggio del testimone (oltre che dei risultati elettorali generalmente molto deludenti per il Centro-Sinistra), siano da cercarsi nella politica fiacca e imbolsita posta in atto da alcuni degli esponenti più rappresentativi del PD negli ultimi anni, particolarmente nelle amministrazioni locali.

Già la scelta di candidare Rutelli alla poltrona di Sindaco di Roma aveva fatto storcere il naso a molti. Come poteva infatti coniugarsi la spinta al rinnovamento che ha tanto animato Veltroni nei primi mesi di attività da Segretario del PD, con la scelta di ripresentare un uomo che aveva già governato la Capitale per due mandati consecutivi?

In realtà la vivibilità della città ha subito negli ultimi anni un netto peggioramento. Prendendo a riferimento gli ultimi 15 anni, Madrid si è dotata di 5 linee metropolitane, Roma è riuscita solo ad aprire tre stazioni di una linea ed avviare i lavori per il prolungamento di un’altra. Sempre a Madrid si sono contemporaneamente costruiti alloggi per decine di migliaia di persone mentre a Roma le case si sono sì costruite, ma in barba a i criteri più elementari di urbanizzazione “primaria”, in base ai quali, prima ancora di realizzare i quartieri, si devono creare fognature, strade e collegamenti con il centro città. Senza contare che tutto quanto si è costruito è stato venduto a prezzi da capogiro, facendo così il gioco di speculatori ed immobiliaristi senza scrupoli. Insomma, è prevalsa ancora una volta una mentalità di affarismo puro che ha inquinato la gestione della cosa pubblica e che ha infine portato ad un clamoroso ricambio dei vertici cittadini.

Certo, sembrano molto lontani i tempi in cui il Centro-Sinistra, all’inizio degli anni 90, acquisì il governo di molte città italiane, creando l’illusione di una politica vicina ai cittadini ed alle loro esigenze. La fine fatta dai vari Bassolino, Rutelli, Illy ed altri nei giorni scorsi testimonia la fine di un’epoca e la necessità di chiudere definitivamente un capitolo del passato e guardare al futuro in un’ottica nuova.

Personalmente ritengo che insieme al non più rinviabile ricambio generazionale (il solo Prodi sembra aver gettato la spugna, quando anche molti altri avrebbero fatto bene a prendere atto del nuovo vento che tira), il PD debba fare anche delle scelte di contenuti piuttosto nette. Veltroni ha impostato la sua campagna elettorale cercando di conquistare il centro dello schieramento politico, proprio quando il clima di disillusione e disincanto generale avrebbe richiesto dei toni forse più accesi. Sfortunatamente, il suo passato da esponente del PCI ha pesato evidentemente in negativo in una parte rilevante dell’elettorato a cui lui puntava e la sua moderazione caratteriale non è bastata a convincere chi s’era stancato di quindici anni di battaglie sul conflitto di interessi.

Insomma, si è predicata la pace, quando in Italia la gente voleva (ancora) la guerra. Ed è questo anche il motivo della grande affermazione della Lega Nord, oltre che di Italia dei Valori nello schieramento di Centro-Sinistra. Inoltre in questo quadro conflittuale, chi ha – dall’esterno – deciso parte del risultato elettorale, a mio avviso è stato “il fenomeno Grillo”. Il suo movimento ha probabilmente pesato molto più del preventivato sul risultato in particolare della Sinistra Arcobaleno, che tra l’altro ha anche scontato la presenza di tre (se non quattro) movimenti alternativi di Sinistra che le hanno sottratto più dell’1%, oltre che della intrinseca pochezza della proposta politica.

Ad ogni modo, più che guardare al radicamento sul territorio, il PD dovrebbe darsi una scossa riuscendo a garantire con i fatti, nei centri dove governa quella sensazione di vicinanza al cittadino che le amministrazioni leghiste sono invece riuscite ad incarnare nel Nord, anche grazie alla predicazione della mitologia federalista. Si dovrebbe inoltre impegnarsi di più per valorizzare il territorio sia per quello che da’ in termini di risorse umane che economiche. Da tante parti si parla di nuove politiche di sviluppo per il Sud, ma alle parole non si riesce a dare dei contenuti concreti. Nei fatti quello che serve non è più la politica dei finanziamenti a pioggia e della spesa del denaro statale o comunitario, ma la necessità di impostare una politica che sappia far sviluppare e mettere in circolo la produttività dei singoli territori tramite gli investimenti intelligenti delle proprie risorse economiche e produttive.

Lo diciamo ormai da mesi, il Sud e la Campania non devono cercare la solidarietà del resto del Paese, ma devono ricostruirsi agendo sulle proprie risorse e capacità, ammettendo i propri limiti e lavorando per migliorarsi. Ci auguriamo che chiunque governerà questa terra negli anni a venire, di destra o sinistra che sia, lo tenga sempre bene a mente.

Mario de Riso
VivaCampaniaViva
Vivacampaniaviva.blogspot.com

domenica 27 aprile 2008

Sinistra sconfitta, il triste epilogo di una lenta agonia. L’altra verità

Scritto da Eleonora Gitto, 18/04/2008
Articolo uscito sul portale informatico eCostiera.it


La stampa in questi giorni è affollata di dichiarazioni che i politici “trombati” di sinistra rilasciano per motivare la debacle.

Strano come a nessuno venga in mente di fare il “mea culpa”.

E’ sempre colpa di altro o di qualcun altro quando si registrano sconfitte.

Un atteggiamento alquanto arrogante che denota l’assoluta incapacità di fare sana e costruttiva autocritica.

La colpa è del voto utile richiesto da Veltroni. La colpa è dei rifiuti che hanno sepolto l’immagine della sinistra. La colpa è del sole che ha indotto le persone ad andare al mare. La colpa è di Berlusconi. La colpa è della coalizione. La colpa è del simbolo.

Alibi e giustificazioni a cui non crede nessuno, nemmeno chi continua a ripeterle.

La verità è che la sinistra con le elezioni del 2008 è solo scomparsa dalle istituzioni ma era già malata da molto, troppo tempo. Un’agonia lenta ed inesorabile che prima o poi doveva portare ad un triste epilogo.

E se qualcuno contava sul voto “fisiologico” e responsabile che sempre in modo naturale arriva da sinistra, per garantirsi di nuovo la poltrona, questa volta ha fatto male i suoi conti.

Perchè quello che la stampa non dice, quello che nessuno ammette, è che il consenso questa volta alla sinistra è venuto meno non solo dal popolo di sinistra, ma dagli stessi iscritti e militanti dei partiti della sinistra.

Quello che la stampa non dice è che molti militanti hanno provato sicuramente tanta amarezza perché alla guida del Paese è tornato Berlusconi, ma anche un senso di liberazione.

Liberati da una gestione autoreferenziale, arrogante e asservita a quello stesso sistema di cui la sinistra dovrebbe essere, se non la contrapposizione, almeno l’anima critica.

L’articolo apparso il 16 aprile su “Il Manifesto”: “I Berti-boys sull'orlo del baratro…il clan delle playstation” a firma di Sara Menafra, in tal senso è illuminante.

L’articolo parla di una sinistra fatta di giovani rampanti, spesso senza né arte e né parte, che hanno ben recepito il messaggio dei nostri tempi: non fare politica ma usare la politica.

Perché questo è quello che si fa oggi costringendo ad una politica autoreferenziale e asservita.

Una politica che segue e insegue i media. Una politica fatta di meri proclami elettorali, di finte battaglie finalizzate solo ad avere una volta in più il proprio nome sui giornali.

Una politica che predica bene e razzola male.
L’articolo citato non ha sorpreso quanti, soprattutto in Campania, hanno vissuto il lungo processo di svuotamento dell’identità di sinistra, al suo progressivo prostrarsi ai centri reali di decisione e controllo.

Una sinistra “radical chic” e snob capace di scatenare dibattiti accesi solo al suo interno su chi deve “essere” e sempre meno interessata a “cosa fare”.

Lontana dalla volontà di costruire un vero radicamento sociale atto a contrastare le peggiori derive liberiste.

Lontana sempre più dai problemi sociali. Brava nei proclami, negli slogan, nelle parole d’ordine, ma non interessata alla loro realizzazione.

Così in Campania dice no alla privatizzazione dell’acqua, ma quando un deliberato regionale campano prevede la svendita delle quote dell’acquedotto pugliese, non interviene. Si dice contraria ad uno statuto presidenzialista, ma poi in aula lo vota insieme alle “radici cristiane”.

Adesso che è diventato tanto di moda attaccare Bassolino per la questione dei rifiuti, alza la voce e dice insieme agli altri “..a casa”.

Dimenticando che appena fu fatto il contratto capestro con la FIBE, l'ordine di scuderia è stato: “Non si disturba il manovratore”.

No alla guerra “senza se e senza ma!”. Uno slogan che risuona ancora nelle orecchie.

Ma appena girato l’angolo, si votano i finanziamenti e si decide che le truppe rimangono, perché il governo non può cadere su questo…non ancora. Almeno facciamo maturare i tempi giusti per prendere una congrua pensione.

E così, rivoluzionari, ambientalisti e pacifisti decidono che un lauto stipendio può anche far diventare una “guerra giusta”.

Sono mancate le proposte? No, ci sono state tutte. Sulle morti sul lavoro ogni giorno, sulla precarietà crescente, sui contratti, come quello dei metalmeccanici sull'emergenza salari; insomma, c’è stato tutto nel calderone, tutti quei problemi che il governo non solo non può dire di avere minimamente risolti ma neppure avrebbe saputo come affrontare.

Ma sono stati solo temi mediatici.

La sinistra non ha risposte? Questo è il messaggio decisivo, è questa la sentenza?

Ma le risposte le ha cercate? O era meno faticoso e più rilassante dedicarsi alla playstation?

C’è da meravigliarsi della debacle? C’è da meravigliarsi che da questo sfascio della sinistra chi ne ha tratto vantaggio è stata la destra?

A casa Bassolino, certo, ma a casa anche tutti coloro che c’erano, hanno visto ed hanno taciuto, sapevano e non hanno impedito. E si poteva fare.

Ma Bassolino all’epoca era “ò governatore”, il grande vincitore sul cui carro sono saliti tutti e che ha fatto la fortuna di molti.

Ora Bassolino è il ferito a morte: fin troppo facile inveire.

E se è vero che Bertinotti ha proposto che i giovani rampanti non eletti in questa tornata elettorale devono essere considerati “precari dello stato” e che si deve trovare un modo per non farli rimanere in mezzo alla strada, vuol dire che la lezione non è ancora servita.

Non è continuando a curare solo il proprio orticello che, questa sinistra abituata ad usare il partito come “ufficio di collocamento”, potrà riconquistare la credibilità perduta.

Bisognerebbe ricordare, a chi ha a cuore il futuro di questi “neo-disoccupati politici”, che ci sono stati e ci sono, sia nel parlamento che nei consigli regionali di tutto il Paese, collaboratori e portaborse che hanno lavorato e lavorano nei gruppi politici, incluso quelli di sinistra, spesso senza contratto, o con contratti a progetto, che pur facendo questo lavoro anche per molte legislature, sono e restano precari, senza alcun paracadute sociale.

Non si maturano diritti nelle cariche politiche. E non c’è nulla di indecoroso, per chi ha avuto un ruolo politico istituzionale, a trovarsi un lavoro normale.

Certo, forse ci sarà meno tempo per dedicarsi alla playstation, ma ci saranno sempre le domeniche e le vacanze estive.

Per chi è cresciuto, ha lottato, ha improntato la sua vita scegliendo e credendo nei valori della sinistra, l’amarezza è grande perché c’è la consapevolezza piena che un periodo storico è finito.

Da dove si ricomincia adesso?

Ciò che rende questa sconfitta davvero devastante, non è in sé la mancata presenza in parlamento di una rappresentanza di sinistra, fatto di per sé grave e quasi unico, ma soprattutto la constatazione che, questo modus operandi è riuscito a veicolare l’idea di una sinistra inutile, non credibile e “uguale agli altri”, se non peggio.

Questa è la responsabilità più grande, questa è la vera colpa, questo è davvero imperdonabile.

venerdì 25 aprile 2008

Coordinamento regionale rifiuti

Il Comitato Allarme Rifiuti Tossici promuove per il giorno 28 Aprile un incontro presso la II Municipalità in Piazza Dante n.ro 93 alle ore 17:30 per la costituzione del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, finalizzato alla reciproca conoscenza, all'organizzazione e alla promozione di azioni congiunte.
Sono invitati ad aderire tutte le Associazioni ambientaliste e i Comitati campani impegnati sul tema rifiuti.

Di sotto il documento di costituzione del coordinamento.
Per ulteriori informazioni:
info@allarmerifiutitossici.org
Tel: 3286817863/3346224313
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Coordinamento regionale rifiuti

La grave crisi ambientale e sanitaria che investe la regione Campania è solo l’epilogo del processo di degenerazione che, grazie anche alla camorra, ha irrimediabilmente compromesso buona parte dell’imprenditoria, degli apparati della pubblica amministrazione e della classe politica, impedendo ai pochi soggetti volenterosi e onesti di operare nell’interesse della comunità.
Questo ha consentito che dal Nord Italia e dal resto dell’Europa fossero illecitamente smaltiti rifiuti speciali e scarti industriali, che hanno così profondamente devastato il nostro territorio.

Il diritto alla salute, che è un diritto umano fondamentale, senza un ambiente sano è una pura astrazione. E purtroppo nella nostra regione l’ambiente continua ad essere gravemente minacciato sia per lo sversamento illegale di rifiuti tossici, sia per una errata gestione dei rifiuti urbani. Dinanzi ad una tale situazione si rende necessario un coordinamento fra tutte quelle libere organizzazioni di cittadini per contrastare l’emergenza in atto, che investe a tutti i livelli l’intero territorio.

Pertanto si invitano i comitati cittadini e ogni altra libera associazione a dare la loro adesione al COORDINAMENTO REGIONALE RIFIUTI della Campania.

Il Coordinamento, prendendo atto che i partiti, in quanto subordinati ai grandi potentati finanziari, non riescono più a garantire gli interessi generali, intende proporre, quale esercizio diretto dei diritti di cittadinanza, un nuovo modello di democrazia partecipativa (direttiva 35/2003/CE), che sostenga uno sviluppo territoriale socialmente equo ed ambientalmente compatibile, teso alla tutela ed al recupero del territorio e più in generale alla difesa di tutti i beni comuni.

Riteniamo che, nel costituire il coordinamento, si debbano tener presenti i seguenti punti:

1) Le riunioni di coordinamento fra i vari comitati hanno il compito di organizzare le diverse iniziative sul territorio e di promuovere azioni comuni. Le riunioni andranno svolte, ove possibile, ogni volta in una provincia diversa, in modo da coinvolgere fattivamente tutte le realtà. Alle riunioni parteciperanno i soli referenti dei comitati nel numero massimo di due per comitato: esse saranno convocate non più di una volta al mese, salvo casi eccezionali.

2) Il coordinamento si appoggia ad una mailing list a cui possono accedere in scrittura i soli referenti. Inoltre si propone di rendere disponibile su web un aggregatore delle notizie provenienti dai siti dei singoli comitati ed una mappa interattiva del territorio con i referenti di ciascun comitato (recapiti telefonici, indirizzi email, liste di discussione, blog, etc.).

3) Il coordinamento, per approfondire determinate questioni o gestire particolari iniziative, può promuovere dei gruppi tematici.

4) Il coordinamento promuove un comitato scientifico che raccoglie tutte quelle personalità indipendenti che con le loro competenze contribuiscono all’analisi e allo studio delle problematiche prese in esame.

5) Il coordinamento promuove periodicamente un’assemblea generale di tutti i soggetti attivi, che discuterà le linee di indirizzo.

Auspichiamo che la formazione di questo coordinamento possa portare nel tempo alla costituzione di un coordinamento più allargato che includa tutti i soggetti che lottano per i beni comuni.

giovedì 24 aprile 2008

In attesa dello scontro Nicolais vs. Bocchino?

Il successo elettorale del PDL in Campania è stato ottenuto facendo concretamente ben poco per il territorio e senza mai ostacolare nei fatti le politiche del Governatore Bassolino. Il risultato si è ottenuto passando “all’incasso” dopo mesi di emergenze continue (rifiuti, criminalità, economica) che non hanno lasciato altra possibilità ai cittadini se non quella di esprimere un voto che rappresentasse il forte bisogno di cambiamento.

Una delle personalità del PDL che sono maggiormente “lanciate” per concorrere alla poltrona di Governatore della Campania è l’on. Italo Bocchino, già largamente sconfitto da Bassolino nella precedente tornata elettorale. L’esponente di AN in campagna elettorale ha più volte affermato che il momento della riscossa per il Centro-Destra era arrivato. La realtà però è che negli ultimi due anni sono stati ben pochi i politici dello schieramento moderato ad impantanarsi nei problemi campani. Lo stesso Bocchino si è visto più in Parlamento a Roma che non a battagliare sul campo in Regione. Voci di corridoio lo individuano come il prossimo candidato a governatore del Centro-Destra. Speriamo solo che nei prossimi mesi l’Onorevole Bocchino si sappia maggiormente meritare la candidatura, distinguendosi con proposte concrete per lo sviluppo e la crescita del territorio campano.

Il 31 marzo scorso Bocchino ha lanciato, in un’intervista a “Il Mattino”, la proposta di far nascere un sottosegretariato che si occupi specificamente dell’emergenza rifiuti per poter seguire da Roma l’evoluzione della crisi ed attivare le possibili soluzioni. Dobbiamo dire che guardiamo a quest’ipotesi con un certo sospetto. Più volte abbiamo ripetuto che la questione dello smaltimento dei rifiuti deve essere riportata nell’alveo dell’ordinaria amministrazione. Se c’è immondizia per le strade il responsabile deve essere facilmente individuabile e non si può assistere allo scaricabarile delle responsabilità che parte dai sindaci, per arrivare alle autorità provinciali e regionali e poi via via su fino a Roma. Ci sembra, in altre parole, che questa sia solo una maniera per continuare il regime di commissariamento sotto mentite spoglie. Ma naturalmente non ne sappiamo ancora abbastanza e quindi vedremo quali soluzioni studierà il nuovo Governo per far fronte a questo problema. Di certo ci sembra di non aver sentito ancora nessuno che parli di costruzione di impianti, di raccolta differenziata porta a porta e di riorganizzazione delle modalità di raccolta e quindi di strada da fare ce n’è ancora molta.

Per quanto riguarda la situazione nello schieramento avverso, la strada per Luigi Nicolais, il candidato in pectore del PD alla successione di Bassolino è davvero in salita. Se è vero che il professore napoletano in questo momento è la figura più credibile che il Centro-Sinistra può mettere in campo, è anche vero che la sua linea politica è stata a tratti ostacolata dai suoi compagni di partito.

È chiaro che l’ormai ex Ministro deve riuscire prima di tutto a svincolarsi dalle strategie dei vertici nazionali del PD, pur avendone pieno e incondizionato appoggio (evitando anche le primarie che stancherebbero e innervosirebbero i campani) e poi a proporsi liberamente per fare la sua politica sul territorio per provare a riconquistare quella parte di elettorato che è rimasta delusa dalle politiche messe finora in atto dal Centro-Sinistra. Se Nicolais non riesce ad ottenere piena libertà di manovra, allora gli consigliamo di concentrarsi sul suo lavoro di parlamentare e professore universitario, evitando di farsi travolgere dalle armate del popolo del Centro Destra.
Riteniamo che un vero leader debba avere ampia libertà e debba raggiungere i suoi obiettivi seguendo le proprie strategie di azione.

Una volta libero da vincoli, Nicolais dovrà mantenere una sua linea politica più coerente e battagliera.

Più coerente, perché il giorno in cui Bassolino ha annunciato le sue dimissioni, il Ministro dichiarava: ''Apprezzo molto il gesto di Antonio che dimostra una grande sensibilità istituzionale e umana'', mentre dopo la sconfitta elettorale, Nicolais ha affermato: “Antonio doveva lasciare; sarebbe stato diverso”. Il difficile rapporto tra i due deve trovare una definizione chiara e riteniamo che il professore non debba aver paura di sconfessare definitivamente e apertamente l’operato del Governatore.

Perché abbiamo detto battagliera? Riteniamo che l’immagine del Ministro sia attualmente troppo “politically correct” e la sua pacatezza può essere percepita nell’opinione pubblica (in particolare in quella campana) come mancanza di grinta e di combattività (cosa ovviamente non vera). Nicolais deve saper essere più persuasivo, deciso e diretto nella sua comunicazione politica. In altre parole il messaggio di Nicolais deve essere più caratterizzato, diretto e semplice in modo tale da poter essere percepito e compreso dall’intera opinione pubblica e non solo dagli addetti ai lavori.

Infine il Ministro farebbe bene a scegliere già da ora un team di lavoro altrettanto agguerrito e radicato nel territorio: giovani motivati e professionisti che sappiano ricucire il rapporto con il territorio e la società civile (come è successo per esempio con Cimitile nell’avellinese): gente che sappia affrontare e eventualmente proporre delle soluzioni per le numerose problematiche della Regione.

La speranza per Nicolais non deve venir meno: la percentuale di astenuti in Campania è stata molto alta e sono tanti quelli che sono pronti a tornare al Centro-Sinistra purché l’esperienza Bassolino si chiuda.

C’è quindi molto lavoro da fare in entrambi gli schieramenti e ci auguriamo che i candidati in pectore nei prossimi mesi si distinguano per quel che di buono faranno per la Campania. Solo così saremo davvero in condizione di scegliere chi tra di loro sarà il migliore.

Centro culturale VivaCampaniaViva
vivacampaniaviva.blogspot.com
I fondatori: Luigi Esposito e Mario de Riso di Carpinone

La malapolitica a Napoli, dal film "Signori e signori buonanotte" (1976)

E' aperta la caccia all'onorevole Lobove del 2008 ! Aspettiamo i vostri candidati e buona visione !