sabato 2 febbraio 2008

Clemente Mastella

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che farà?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete!
Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro:
Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove?
Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari, direttore del Corriere d'Italia (giornale italiano in Germania)

giovedì 31 gennaio 2008

Contaminan residuos tóxicos subsuelo de región italiana de Campania

Notimex

Posted: 2008-01-23 15:53:56

Por Mario Osorio Beristain. Corresponsal

Roma, 23 Ene (Notimex).- Convertida por años en el basurero de Italia, la meridional región de Campania, enfrenta los efectos devastadores de miles de toneladas de residuos que contaminan su subsuelo y a los que se responsabiliza del aumento de enfermedades.

Según organizaciones ambientalistas, parlamentarios y expertos, esa situación es en buena medida resultado de la actividad de la camorra, la mafia local, que obtiene ganancias millonarias con el tráfico de desechos.

Algunos venenos, incluso los más peligrosos, terminan sepultados en el subsuelo campano o alimentan los incendios que de manera recurrente iluminan las faldas del Vesubio, advirtió la organización ambientalista Legambiente.

Para Franco Roberti, titular de la Dirección Distrital Antimafia (DDA) de Nápoles, el sistema de eliminación de basura en Campania representa un negocio en el que la camorra obtiene ganancias por unos 500 millones de euros anuales.

"La camorra participa en gran medida en el sistema de recolección de desechos con sus propias empresas, con sus propios camiones y con sus propios vertederos controlados por algunos clanes camorristas", dijo Roberti a Notimex.

Por su parte, la revista científica The Lancet Oncology publicó en agosto de 2004 un estudio del investigador napolitano Alredo Mazza, titulado "El triángulo de la muerte".

La macabra definición hacía referencia a los territorios campanos incluidos entre los municipios de Nola, Acerra y Marigliano, en la provincia napolitana, y en los que se muere de cáncer con una frecuencia más alta que en el resto de Italia.

Según las estadísticas, en esa zona habitada por más de medio millón de personas el índice de mortalidad por cáncer de hígado por cada 100 mil habitantes alcanza los 35.9 casos para los hombres y los 20.5 para los mujeres, frente al promedio nacional de 14.

De acuerdo con Mazza, el anómalo índice de mortalidad por cáncer es consecuencia directa de la eliminación ilegal de desechos en vertederos no autorizados del área.

En esa zona en los últimos 20 años han sido sepultadas sustancias cancerígenas y radiactivas que se incorporan a la cadena alimentaria.

Luigi Esposito y Mario de Riso, responsables del centro cultural VivaCampaniaViva, dijeron que desde hace años los residuos de toda Italia, en especial de las zonas más industrializadas del norte, como materiales tóxicos y nocivos, son descargados en tiraderos clandestinos.

En un reciente reporte advirtieron que los clanes mafiosos incluso suelen esconder los residuos en los cimientos de nuevos edificios o en las montañas.

"Los clanes han creado una red que permite a las grandes empresas administrar sus propios residuos peligrosos e industriales con costos mínimos", señalaron.

Tras decenas de denuncias, la magistratura local ha llevado a cabo diversas indagaciones a partir de 1991, cuando la operación denominada "Adelphi" reveló lo que ya se sospechaba: que desde años atrás Campania se había convertido en el basurero de Italia.

Posteriormente la operación "Eco" golpeó al clan camorrista de los Calesi, aunque según el procurador Roberti esa organización logró sobrevivir y actualmente es una de las que mayores ganancias obtiene por el tráfico de desechos.

En 2001, la procuraduría de Milán descubrió un tráfico de 18 mil toneladas de desechos tóxicos que desde la industrializada región de Lombardia arribaban a Campania para ser eliminados en vertederos ilegales.

Después siguió el operativo "Cassiopea", en el que la procuraduría puso bajo proceso a funcionarios coludidos con la camorra y acusados de haber eliminado sólo en la provincia de Caserta cerca de cinco millones de toneladas de residuos de todo tipo.

Ese operativo abrió la puerta para decenas de acciones más, pero sin que se resolviera el problema de fondo que ha llevado a la Comisión Europea a notificar a Italia más de 30 violaciones de las leyes ambientales.

"Ninguna otra tierra del mundo occidental ha tenido una carga mayor de desechos, tóxicos y no tóxicos, esparcidos ilegalmente con el desinterés y hasta complicidad de las instituciones", dijo recientemente el procurador de Nola, Federico Bisceglia.

2008-01-23 15:48 EST
dal sito:

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 30 gennaio alle ore 12 si terrà una conferenza stampa presso il presidio permanente di piazza del Gesù, per presentare la manifestazione regionale organizzata dall'assemblea del presidio, che raggruppa la pluralità dei soggetti in lotta per una diversa politica dei rifiuti in Campania (Rete Campana Salute ed Ambiente, Meet-up di Beppe Grillo, Assise Cittadina per Bagnoli, Assise di Palazzo Marigliano, RdB, Cobas, Wwf, Presidio contro la discarica dei Pisani, movimenti dei disoccupati, centri sociali, comitati di quartiere, presidi regionali,etc.)

La manifestazione, indetta per venerdì 1 febbraio, alle ore 17, consisterà in un grande corteo di cittadini che sfileranno per le vie del centro, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito, recando sacchi di rifiuti differenziati da conferire sotto la sede della Prefettura. Si intende così significare che i cittadini campani sono ben decisi ad effettuare la raccolta differenziata, a fronte di istituzioni locali latitanti e di un commissariato di governo impegnato solo ad aprire nuovi sversatoi con metodi brutali in deroga a tutte le norme di salvaguardia ambientale (come testimoniano le cariche comandate dalle truppe del commissario De Gennaro contro le popolazioni di Marigliano).

L'iniziativa intende inoltre testimoniare la volontà dei cittadini di tutta la regione di non essere più disposti a subire le reiterate scelte criminali dei governanti e della classe politica, di essere concretamente solidali con tutte le popolazioni in lotta contro l'apertura di vecchie e nuove megadiscariche (in realtà megasversatoi) ed inceneritori, di pretendere unitariamente l'attuazione di misure concrete ed immediate per la riduzione dei rifiuti, l'avvio della raccolta differenziata porta a porta, la revisione del piano rifiuti secondo modalità democratiche ispirate alla filosofia rifiuti zero.

Facciamo appello a tutti i comitati e le popolazioni regionali in lotta perchè rompano l'assedio in cui la repressione poliziesca del commissariato li stringe e portino la loro protesta nel cuore di Napoli, facendo sentire la loro voce con decisione e fermezza nelle strade e sotto i palazzi delpotere.Il presidio permanente di piazza del Gesù, costituito sabato scorso con un'assemblea pubblica, svolge tutti i giorni dalle 9 alle 21 attività di controinformazione e cordinamento delle iniziative di protesta e proposta dal basso sulla questione rifiuti.

Per contattare il presidio recarsi a piazza del Gesù o scrivere a presidioambiente@gmail.com


Assise Cittadina per Bagnoli cell. 3402716771 (Massimo)
assisebagnoli.blogspot.com

lunedì 28 gennaio 2008

Giugliano: sequestri all’Hotel “Saint Louis”. Denunciati i due titolari

Sequestrato il complesso ristorativo “Saint Louis”, in via circumvallazione esterna a Giugliano. Proseguono, così, i fitti controlli della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli a contrasto dell’abusivismo edilizio e commerciale e del sommerso da lavoro.

Nell’ambito di tali interventi, i componenti del gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano hanno sottoposto a controllo il noto complesso ristorativo alberghiero, denominato “Saint Louis”.

L’attività ispettiva posta in essere ha consentito di accertare che all’interno del complesso erano stati realizzati abusivamente alcune opere e manufatti, tra le quali: un locale di circa 50 mq adibito a lavanderia; un locale di circa 100 mq adibito a “reception”; un locale seminterrato di 1.000 mq adibito a parcheggio privato. L’intero complesso, del valore complessivo stimato in circa cinque milioni di euro, era sprovvisto di tutte le autorizzazioni sia amministrative che sanitarie necessarie per l’esercizio dell’attività ristorativa e alberghiera.

Il complesso era stato già segnalato anche dall’amministrazione. Non molto tempo fa un’ordinanza del Sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela imponeva, per il complesso ristorativo - alberghiero, l’obbligo di “immediata interruzione dell’attività”.

Ma non solo abusivismo edilizio. I proprietari dell’hotel “Saint Louis” hanno dovuto, peraltro, fare i conti anche con l’amara questione del lavoro nero. Nel corso del servizio portato a termine dalle locali fiamme gialle sono stati identificati tre lavoratori che prestavano la propria attività lavorativa all’interno dell’albergo, completamente “a nero”.

Grande, quindi, il danno per i due proprietari e gestori del complesso “Saint Louis” che, entrambi residenti a Giugliano, sono stati denunciati per abusivismo edilizio e quindi segnalati alle autorità amministrative competenti per esercizio abusivo dell’attività ristorativa.

Si conta che solo negli ultimi sei mesi siano stati sequestrati, per il solo Comune di Giugliano, circa sei complessi abusivi. Dal parco giochi alla fabbrica, dal complesso turistico al grande albergo, dal centro alla fascia costiera per terminare con il sequestro di ieri al Saint Louis, sito lungo la circumvallazione esterna, a Giugliano le forze dell’ordine continuano la caccia “all’abusivo”, iniziata con maggiore forza dal novembre 2007 quando i Comuni di Giugliano, Sant'Antimo, Villaricca, Qualiano, Calvizzano, Marano, Melito, Mugnano e le forze dell’ordine del comprensorio hanno siglato un patto per la sicurezza urbana integrata che, tra i vari punti, enunciava come primario scopo quello di creare gruppo di lavoro per tematiche diverse, indipendentemente dai confini, come ambiente e abusivismo.

Iolanda S. Corradino
da www.internapoli.it

Diffida per la riduzione della Tassa TARSU anno 2008 e messa in mora per la restituzione parziale della tassa versata negli anni precedenti

Cari amici,
pubblichiamo la diffida per la riduzione della TARSU. Chiunque fosse intenzionato ad avere chiarimenti può contattare l'avvocato Gianluca Bozzelli ai recapiti riportati in fondo.
Luigi Esposito

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Al Comune di Napoli
Palazzo S. Giacomo
Piazza del Municipio
80100 NAPOLI

e p.c. ASIA Azienda Servizi
Igiene Ambientale Napoli S.p.A.
via Antiniana, 2/A
80078 Pozzuoli (NA)


Napoli, (data del protocollo)

Oggetto: diffida per la riduzione della Tassa TARSU anno 2008 e messa in mora per la restituzione parziale della tassa versata negli anni precedenti

Io sottoscritta/sottoscritto ...................
nata/o a ..................................................
il ...............................................................
e residente in ..........................................
alla ............................................................
contribuente T.A.R.S.U. dell'intestato Comune di Napoli per l'immobile sito in .........................

● ai sensi dell'art.9 del Testo Coordinato del Regolamento per l'applicazione della T.A.R.S.U. (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) circa la determinazione della tassa in relazione allo svolgimento del servizio,

● in riferimento al Regolamento Comunale per la gestione del servizio di nettezza urbana (emendato con deliberazione consiliare del 22.2.2006 n.12) emanato ai sensi dell'art.21 del D.Lgs. 5.2.1997 n.22,

● visto il Capo III e gli artt.58 segg. ed in particolare l'art.59 D.Lgs. Del 15.11.1993 (Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani),

● considerata la gravissima inefficienza del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel territorio del Comune, come ampiamente documentata dagli organi di stampa, dai mass media e visibile ictu oculi e subito da ogni cittadino,

● considerato che il servizio, sebbene istituito ed attivato, da anni viene svolto in grave violazione di quanto stabilito nel citato Regolamento, e che, negli ultimi mesi, non è stato effettuato per prolungati periodi, con effetti dannosi per la salute pubblica, in dispregio delle più elementari norme in materia di sanità, dignità del cittadino e tutela della salute pubblica, in palese violazione dei principi costituzionali di cui agli artt. 2, 3 e 32 Carta Costituzionale della Repubblica Italiana

● considerato che la grave disfunzione ed omissione del servizio di rimozione dei rifiuti è fatto rilevante anche in quanto violazione dei principi di cui agli artt.1,2,3,137,174,175 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (2000/C del 18.12.2000 pubblicata sulla Gazz. Uff. Com. Eu n. C 364/01),
nonché in palese violazione delle Direttive UE:
■ n. 2006/12/CE del 5/4/06 in materia di rifiuti (G.U. L.114 del 27/4/06) ed atti
collegati,
■ n. 75/442/CEE relativa ai rifiuti in generale,
■ n. 1999/31/CEE relativa alle discariche di rifiuti,

● che il mancato rispetto della frequenza della raccolta, poiché comporta ed ha comportato nei mesi precedenti la presente, “impossibilità per gli utenti di usufruire dei contenitori per esaurimento della loro capacità ricettiva”, ciò che si configura come “grave violazione delle disposizioni regolamentari” ai sensi dell'art. 9 Regolamento Comunale citato,

● considerato il grave danno provocato all'ambiente ed alla salute dei cittadini.

Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto, cittadino napoletano, porta a conoscenza (ove mai ve ne fosse necessità) del Gestore del Servizio (ASIA Azienda Servizi Igiene Ambientale Napoli S.p.A.) e del Servizio Tributi del Comune, le disfunzioni sopra accennate e per l'effetto

diffida
ai sensi dell'art. 9 del Regolamento per l'applicazione della T.A.R.S.U. citato al ripristino del servizio regolare ed efficiente.

Chiede
ai sensi dei commi 2, 4 e 6 dell'art.56 D.Lgs. 507/1993 citato la riduzione per l'anno 2008 della tassa nei limiti del 40% della tariffa.
Inoltre, ai sensi dell'art.14 quater del citato Regolamento comunale, nonché ai sensi dell'art.1219 Codice Civile

chiede
il rimborso delle somme ai fini TARSU versate in eccedenza del detto limite del 40% della tariffa negli ultimi cinque anni dal ricevimento della presente – da valersi come formale messa in mora ad ogni effetto di Legge. L'importo dovuto è agevolmente determinabile da parte di Codesta Amministrazione Comunale, mediante verifica dell'importo versato dal contribuente e la differenza matematica con il 60% della tariffa dovuta per Legge.

Preavvisa
che, trascorsi giorni 180 dalla ricezione della presente, senza che Codesta P.A. Abbia provveduto al rimborso, saranno adite le Autorità Giudiziarie per la tutela del diritto.

Si riserva
ogni più ampia azione in sede civile e penale per la tutela del danno biologico, ambientale, all'immagine, patrimoniale, morale ed esistenziale da questa disastrosa condizione di disservizio dovesse derivare alla sua persona.

Distinti saluti,

(firma) ..............................................................

ricevuto oggi ....................


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Per contatti:
Avv. Gianluca Bozzelli
Centro Direzionale "Palazzo Esedra" F-11
80143 Napoli - Italia -UE
Tel./Fax:+390817345601
Voip: +39 0812135688

Consiglieri assenteisti, Campania record: per ogni seduta 8 seggi vuoti su 60


Alla Campania tocca il triste primato dell’assenteismo, nella speciale graduatoria dei consigli regionali di tutta Italia che viene resa nota dal Sole-24 Ore: nel 2007 sono state registrate 437 assenze sul totale delle 55 riunioni svolte, per una media di 8 seggi vuoti ad ogni seduta. A capeggiare la graduatoria c’è un esponente dell’area di dissenso nel Pd campano, l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano Ernesto Sica (veltroniano dell’area che fa riferimento al sindaco di Salerno Enzo De Luca), cui viene attribuito un tasso di assenteismo pari al 70,9 per cento. Ben 39 le assenze di Sica su 55 sedute, assenze non casuali: «Non condivido l’operato della giunta e credo che lascerò l’aula» ha dichiarato Sica, alludendo in particolare ad una profonda mancanza di collegamento - a suo dire - tra le attività della giunta e quelle del Consiglio.

Dietro Sica, ma ben distanziati, ci sono poi due consiglieri del Nuovo Psi e Italia di Mezzo Luca Colasanto e Antonio Milo, insieme ad un altro esponente del dissenso nel Pd Guglielmo Vaccaro (coordinatore regionale area Letta) con il 41,8 per cento delle assenze.

Quindi Roberto Conte, del Pd, con il 38,2 per cento e Angelo Brancaccio (Udeur) con 36,3 per cento.

Il più virtuoso è invece il consigliere di Sinistra Democratica Angelo Giusto (ex Ds ed ex presidente della Commissione consiliare Sanità), che non ha totalizzato neppure un’assenza e che puntualizza: «In 15 anni di Consiglio non sono mai mancato in aula». A seguirlo, con una sola defezione, il presidente del Consiglio Sandra Lonardo, l’esponente di Sd Tonino Scala e il consigliere dello Sdi di Boselli Fausto Corace.

Corrado Castiglione da "il Mattino", 24-01-2008

domenica 27 gennaio 2008

Scandalo rifiuti: tra i cittadini campani dilaga la sindrome di BISB

Vari autorevoli personaggi che hanno avuto un ruolo nel determinare e gestire lo scandalo rifiuti continuano a lanciare appelli ai cittadini campani invitandoli a liberarsi dalla deleteria “Sindrome di NIMBY”, nota sigla che tradotta vuol dire “Non (la discarica) nel mio giardino”, e a collaborare per uscire dalla scandalosa emergenza rifiuti accettando il piano De Gennaro.

Negli ultimi anni ho frequentato assiduamente cittadini e amministratori comunali e mi sono reso conto che i cittadini della Campania non sono affetti dalla sindrome di NIMBY bensì da una nuova sindrome che dilaga irresistibilmente: si tratta della “Sindrome di BISB”. Che vuol dire? Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughe (S) e i Bugiardi (B).

E’ agevole riscontrare che lo scandalo rifiuti è visto in maniera totalmente differente da parte degli inquilini e frequentatori del ”Palazzo” e da parte dei cittadini. Da 14 anni la struttura speciale e potente del Commissariato Straordinario, creata dal Consiglio dei Ministri e mantenuta in vita acriticamente fino ad oggi, non è stata in grado di risolvere il problema della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Sono state finanziate profumatamente le strutture commissariali, le opere finora realizzate, i trasporti e smaltimenti di rifiuti vari in Campania, fuori regione e all'estero. Le risorse finanziarie utilizzate sono risorse pubbliche e sono state alimentate dalla tassazione dei cittadini. Quindi i cittadini sono i finanziatori che hanno sostenuto il proliferare di tutto quanto ha girato attorno ai commissari straordinari nominati dai governi nazionali finora succedutisi ed espressione di varie coalizioni politiche. Si deve constatare che dopo 14 anni i costosi interventi non hanno risolto il problema rifiuti in Campania e che i governi non hanno mai fatto chiarezza sulle cause che impedivano la risoluzione dell'emergenza, reiterando ciecamente gli incarichi a vari Commissari Straordinari.

Tale circostanza appare strana e fa sorgere il dubbio che i governi abbiano obbedito a comandi imposti da chi aveva forti interessi a mantenere attiva una lucrosa situazione. Il flusso di risorse finanziarie pubbliche ingoiato dall'emergenza-scandalo rifiuti è stato consistente. Sono stati realizzati impianti che dovevano essere CDR e che invece sono dei tritovagliatori che non hanno prodotto ecoballe con i requisiti imposti dalla legge vigente. E' in via di ultimazione l'inceneritore di Acerra in un sito già attualmente inquinato oltre i valori previsti dalla legge. Sono state realizzate discariche per accumulare rifiuti tal quale prodotti fuori legge dagli impianti definiti Ex CDR dallo stesso Commissario di Governo.

E’ evidente che gli attori succedutisi nel ruolo di Commissario di Governo hanno dimostrato una palese incapacità. E’ palese che, di fatto, la Struttura Commissariale si è rivelata una efficace sanguisuga di risorse finanziarie pubbliche provocando un dannoso e grave inquinamento ambientale nelle aree urbane (nelle quali i rifiuti giacevano per lunghi periodi e spesso venivano incendiati nelle strade) e nelle aree circostanti le discariche eseguite spesso in siti non idonei determinando inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee (ad esempio a Lo Uttaro vicino a Caserta e a Basso dell'Olmo sul fiume Sele).

Tali evidenti situazioni di inquinamento ambientale hanno ripetutamente determinato la diffusione a scala mondiale di un'immagine regionale squallida con conseguenti danni economici per le attività turistiche ed agricole e produttive in genere. I cittadini campani sono stati sottoposti per lunghi anni a ripetute situazioni di rischio sanitario e non hanno goduto del diritto alla salute previsto dall'articolo 32 della Costituzione Italiana.

Troppe volte rappresentanti di varie istituzioni hanno elargito promesse che non sono state mantenute. Tanto per fare un esempio, è dovuto intervenire personalmente il Presidente della Repubblica per garantire che alcune discariche sarebbero state definitivamente chiuse (Parapoti e Difesa Grande). Ora viene elusa la promessa presidenziale prevedendone la riapertura (Difesa Grande sicuramente, Parapoti come riserva).

Da questi e altri elementi trae origine la nuova “Sindrome BISB”. I cittadini richiedono che si chiuda definitivamente lo scandalo rifiuti. Il nuovo piano appare un tappabuchi e non fa che istituzionalizzare definitivamente lo stato di “emergenza-scandalo rifiuti” condannando l’intera Campania ad una pericolosa recessione socio-economico-ambientale.

E’ evidente che, per la maggior parte dei cittadini, i rappresentanti di varie istituzioni sovracomunali, ordinarie e straordinarie, non sono più credibili. A questo punto vi sono due possibilità. Continuare ad affidare le sorti della Campania a persone di rilevanza nazionale e locale che trascinerebbero la regione verso il degrado, aggravando pericolosamente la “Sindrome di BISB”, o fare emergere definitivamente dal percolato e dai rifiuti un territorio ricco di risorse umane, storiche, archeologiche, naturali e produttive uniche al mondo.

I cittadini reclamano, finalmente e decisamente, la seconda.

Attenzione, quindi, a non parlare più di sindrome di NIMBY. La vera e unica sindrome da esorcizzare è quella di BISB.

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia - Università di Napoli Federico II