sabato 16 febbraio 2008

Aisla campana: bene le scuse, ora però bisogna lavorare!

Doverose e comunque gradite, da parte dell'AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), le scuse ricevute dall'assessore alla Sanità della Regione Campania, per il mancato incontro di qualche giorno fa dedicato ai problemi di assistenza e presa in carico dei pazienti affetti da SLA e dei loro familiari.

Ora però servono anche fatti concreti e che incominci effettivamente a lavorare il tavolo tecnico richiesto dalla stessa AISLAL'assessore alla Sanità della Regione Campania Angelo Montemarano «Ho verificato personalmente con i miei collaboratori quanto accaduto presso i nostri uffici della Regione, in occasione dell'appuntamento con gli esponenti dell'AISLA. Il dott. Gambacorta [direttore generale della Sanità della Regione Campania, N.d.R.], che avrebbe dovuto coordinare l'incontro, è stato convocato d'urgenza a Roma per prendere parte a un tavolo sull'emergenza brucellosi e non è stato dunque possibile avvisare per tempo i rappresentanti dell'AISLA i quali, del resto, erano già in viaggio verso Napoli. Ci scusiamo con gli esponenti dell'Associazione e con il presidente Melazzini per il disguido accaduto».

Arrivano dunque le scuse all'AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), da parte dello stesso assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano, dopo l'increscioso episodio del 6 febbraio - denunciato anche dal nostro sito con il testo intitolato: "Lì ad aspettare, come dei sacchi di rifiuti!" - che aveva visto una delegazione dell'Associazione attendere invano per oltre un'ora e mezzo lo svolgimento di un incontro già concordato con il direttore generale della Sanità Regionale Antonio Gambacorta, per cercare di migliorare la situazione di pazienti e familiari coinvolti in problemi di sclerosi laterale amiotrofica.

Un passaggio certo doveroso e in ogni caso gradito dagli esponenti dell'AISLA che ora però attendono fatti concreti rispetto alle necessità di assistenza, presa in carico e fornitura di ausili tecnologici per i pazienti della regione affetti da questa grave patologia neurodegenerativa progressiva e segnatamente l'avvio di un tavolo tecnico su tali questioni.

In tal senso confortanti sembrano le parole dell'assessore Montemarano che nella stessa lettera di scuse dichiara anche: «Il tavolo tecnico richiesto dall'AISLA è ormai completo in tutte le sue rappresentanze istituzionali e associative e lunedì prossimo [18 febbraio, N.d.R.] sarà formalizzato ufficialmente tramite apposito decreto. Siamo convinti che questa iniziativa, cui abbiamo lavorato assieme e che farò convocare già all'inizio della prossima settimana, potrà diventare un utile strumento per affrontare i gravi problemi che vivono ogni giorno i malati SLA e le loro famiglie».

Ne prendiamo felicemente atto, così come interpretiamo positivamente - notizia dell'ultima ora - la convocazione già giunta al presidente dell'AISLA Mario Melazzini, per una riunione del 25 febbraio prossimo, sempre presso la Regione Campania, dedicata all'insediamento del citato tavolo tecnico.

Attendiamo dunque di vedere ora anche una serie di risultati effettivi.

Aisla campana

Diritto di replica del Professore Ortolani

Caro Luigi,
c'è un seguito grottesco alla censura.
La mattina del 13 febbraio ho ricevuto il seguente messaggio (inviato a tutti) dal Presidente del CSI, Prof. G. Marrucci:
"A seguito di insistenti richieste del collega Prof. Ortolani ed in via assolutamente eccezionale facciamo circolare la lettera allegata.
Ci scusiamo per il possibile disagio.
G. Marrucci"


Gli ho così risposto:
Ringrazio il collega Marrucci.
Tengo a precisare che non ho fatto alcuna "insistenza" e che non intendevo assolutamente distrarre i colleghi dai loro importanti impegni istituzionali.
Se mi fossi accorto prima dell'ordine impartito di non disturbare i colleghi, nemmeno con una sollecitazione "istituzionale", mi sarei ben guardato dall'inviare la lettera.
Cordiali saluti e sinceri auguri di buon lavoro
Franco Ortolani


Al collega Marrucci, evidentemente, qualcuno che conta deve avere fatto presente che era meglio mettere a tacere quel rompi........ di Ortolani e che la divulgazione di un appello non fa male a nessuno.
Dopo avere avuto la risposta ufficiale dal CSI ero andato a vedere sul sito dove avevo riscontrato che veramente era stato impartito l'ordine di non divulgare interventi relativi allo scandalo rifiuti.
Dopo di che non avevo assolutamente fatto insistenze su Marrucci che non conosco nemmeno.
Avevo, si, manifestato la mia sorpresa in vari modi ma non a persone del CSI.
Devo complimentarmi con il collega Marrucci che, costretto a divulgare il mio appello obtorto collo, ha inserito quelle frasi furbette e maliziose che non gli fanno onore.
Molti colleghi mi stanno scrivendo testimoniando il loro apprezzamento per il contenuto della mia lettera.
Ufficialmente l'Università continua a tacere, e non è cosa qualificante.
Cordiali saluti

Franco Ortolani

mercoledì 13 febbraio 2008

Emergenza rifiuti: Università napoletana imbavagliata!

Sul denaro del 3 novembre 2007 è stato pubblicato un mio lungo articolo che invitava i colleghi universitari ad impegnarsi per risolvere lo scandalo rifiuti, fornendo anche alcune soluzioni.
Alcuni giorni fa ho inviato un nuovo appello (articolo "Scandalo rifiuti in Campania" pubblicato sul blog del Centro VivaCampaniaViva lo scorso 10 febbraio) il perchè venisse inoltrato a tutti i colleghi della Federico II.

Ecco quale è stata la risposta ufficiale dell'Università:
"Invio del tuo messaggio intitolato "Scandalo rifiuti in Campania: per uscirne occorre anche l'intervento autonomo delle università" è stata rifiutata dal moderatore.

Il moderatore ha dato la seguente ragione per il rifiuto:
"Ai sensi di quanto reso pubblico sul sito del CSI: Si comunica che tutte le e-mail inviate alle liste di distribuzione aventi ad oggetto l'attuale emergenza rifiuti verranno scartate automaticamente".

Credo sia una censura incredibile! E' stato dato ordine alla responsabile della mailing list (che non ha alcuna responsabilità) di non scocciare i colleghi della Federico II circa un problema epocale e squallido come lo scandalo rifiuti attuale. Ma chi ha dato questo ordine: un servo delle sanguisughe che stanno screditando tutta l'Università di Napoli?
Non sapevo che tirasse questo tipo di "aria" che evidentemente proviene da qualche accumulo di rifiuti. Credo che andrebbe divulgata questa notizia.
Fatemi sapere cosa ne pensate.

Cari saluti

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

domenica 10 febbraio 2008

Cronologia Comitato ATU anno 2007

Il servizio di informatizzazione degli uffici giudiziari (denominato ATU, Assistenza Tecnica Unificata) ha avuto inizio e si è diffuso sul territorio a partire dal 1989, con l’entrata in vigore del nuovo Codice di Procedura Penale.

Questi tecnici (cd. sistemisti esterni) delle società appaltatrici, rappresentano il fondamentale (a detta degli stessi magistrati) punto di riferimento di qualunque problema di natura informatica di Procure e Tribunali Civili e Penali. Si tratta di impiegati che lavorano 8 ore al giorno in gestione di server, database (anche secretati), amministrazione reti, gestione e manutenzione di parchi software ed hardware, formazione ed altro, in rapporto diretto con gli operatori degli Uffici Giudiziari. Si tratta di personale che ha una funzione della massima importanza e che coopera – senza duplicazione di compiti – con gli informatici interni, assunti a partire dal 2000 dal Ministero della Giustizia, con mansioni di organizzazione e controllo delle attività informatiche.


GENNAIO 2007:
· La Finanziaria del Governo introduce norme per favorire l’emersione dei cocopro irregolari ma nonostante ciò l’impatto sulla fetta di consulenti utilizzati su ATU è praticamente nulla, le società continuano ad eludere la normativa ed il Ministero della Giustizia continua a far finta di nulla, seppur ufficialmente informato dal Sindacato Rdb/Cub.
· Il Ministero della Giustizia di concerto col Ministero della Funzione pubblica traccia le linee guida per il futuro dell’assistenza sistemistica, chiaro l’intento di tagliare le risorse umane ma come al solito nessuno ci crede finchè questo non inizia ad avvenire.
· Il Sindacato Anipa/Ugl chiarisce gli equivoci e si schiera in appoggio della stabilizzazione dei tecnici ATU.
· La firma del “Memorandum di intesa sul lavoro pubblico” tra Governo e Sindacati, nella parte in cui si parla di reinternalizzare i servizi “core” esternalizzati, dà speranza ai princìpi da sempre affermati dal Comitato.

FEBBRAIO 2007:
· I giornali locali cominciano ad interessarsi alla questione ATU, in particolare della delicata situazione in Campania, Puglia e Molise.
· Il Sottosegretario alla Giustizia con delega all’informatica, Sen. Alberto Maritati convoca il Sindacato Rdb/Cub ed il Comitato per ascoltare una sintesi delle problematiche, ma dalle parole rassicuranti non si passerà ai fatti.

MARZO 2007:
· Il giorno 30, a Roma, Rdb/Cub durante lo sciopero/manifestazione dei dipendenti pubblici porta con sè il rappresentante nazionale del Comitato a colloquio col Ministro della Giustizia, Sen. Clemente Mastella. Niente di buono da questo incontro, il Ministro appare distratto e disinteressato, più sensibile il Sottosegretario Luigi Scotti.
· Un altro esponente del Comitato, sempre insieme ad Rdb, incontra il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, On.Gianni Pagliarini, totalmente ignaro della problematica.

APRILE 2007:
· Il Sindacato giustizia Uidag di Napoli pubblica un articolo sui lavoratori ATU e promette sostegno alla loro vertenza.
· Il quotidiano nazionale “Il Manifesto” pubblica la storia degli informatici ATU, primo giornale nazionale a parlare di “lavoratori” e non di un asettico “servizio”.

MAGGIO 2007:
· La Cgil nazionale giustizia scrive al Capo Dipartimento Claudio Castelli in sostegno dei lavoratori ATU, a seguito dell’interessamento della struttura campana la Uidag nazionale giustizia scrive a vari esponenti del Ministero per lo stesso motivo.
· Comunicati stampa annunciano per la prima volta il DDL 2873, contenente tra l’altro 2800 nuove assunzioni nella giustizia, si parla anche informatici, ancora una volta non si parla di alcun riconoscimento alla attività degli ATU nel percorso di queste assunzioni.
· 31 Maggio 2007: viene discussa l’interpellanza urgente promossa dal Comitato ed a firma di 34 parlamentari alla Camera, il Governo riconosce di fronte al Paese l’importanza degli ATU, promette più controlli sulle aziende, clausola di salvaguardia nelle prossime gare e corsie preferenziali per l’integrazione nel Ministero degli ATU.

GIUGNO 2007:
· Comincia la rivolta dei lavoratori Consit in Campania/Puglia/Molise, i Sindacati aziendali denunciano, la stampa pubblica la notizia degli stipendi arretrati da alcuni mesi.

LUGLIO/AGOSTO 2007:
· La Consit annuncia il ritiro dalla Commessa ATU, adducendo la responsabilità a pressioni del Ministero, il consorzio Ois annuncia il subentro di Gruppo Sirfin Spa in sostituzione di Consit. I Sindacati confederali metalmeccanici scrivono a Ministero della Giustizia e del Lavoro preoccupati per il destino dei circa 100 informatici, messi in mobilità.
· Si comincia a parlare di SPC, in mezzo a tante conferme e smentite, incredulità ed i soliti tentativi di copertura da parte di chi ha interesse a tenere calme le maestranze.
· Il quotidiano “La Repubblica” riporta una lettera di un collega ATU.

SETTEMBRE 2007:
· Arriva la conferma: ATU verrà rimpiazzata da SPC, nessuna certezza né tutela per i lavoratori, le promesse del Governo vacillano.
· Rdb proclama lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, scoppia uno sciopero generale di una settimana in Campania/Puglia/Molise proclamato congiuntamente dai Sindacati confederali locali ed il Comitato. Caos negli uffici giudiziari, ispezioni ministeriali in tilt, giornali e tv locali pubblicano la notizia, la trasmissione di Rai 3 “Report” accorre sul posto girando un lungo servizio ed intervistando Informatici, Sindacalisti e Magistrati.
· L’ANM distrettuale prende ufficialmente posizione in sostegno dei lavoratori ATU.
· Le società tentano con ogni mezzo di far pressione sui lavoratori per farli tornare ma senza successo, il Direttore Generale dei sistemi informatici del Ministero (DGSIA), Cons. Sergio Brescia convoca allora i lavoratori a Roma.Una delegazione mista del Comitato/Sindacato ed aziendalisti viene quindi accolta e rassicurata che l’impatto di SPC non sarà così traumatico come ritenuto. Il Ministero promette attenzione, lo sciopero rientra.

OTTOBRE 2007:
· La stampa locale e nazionale riporta ancora notizie sugli ATU e le loro movimentazioni appena trascorse.
· Ascoltati in Commissione Giustizia alla Camera, relativamente al DDL 2873, i Sindacati confederali giustizia perorano la vertenza degli informatici ATU.
· Il Consiglio di Stato, come preannunciato, in seguito alla posizione del Ministero della Giustizia “cancella dal ruolo” la famosa, vecchia, gara nazionale. SPC può a tutti gli effetti entrare in vigore al posto di ATU.
· Il Capo Dipartimento Claudio Castelli scrive a tutti i Sindacati giustizia una lunga lettera per rassicurarli sulla bontà del nuovo assetto informatico e mostrare interesse per la sorte dei lavoratori ATU nel passaggio ad SPC.

NOVEMBRE 2007:
· Dopo il solito lavoro relazione in “background” fatto dal Comitato, vengono presentati 3 distinti blocchi di emendamenti (2 da Parlamentari di maggioranza, 1 dall’opposizione) al DDL 2873 per cercare di introdurre riserve di posti per l’internalizzazione degli informatici ATU, in linea con quanto promesso dal Governo, ma anche le ultime promesse si sciolgono come neve al sole. La Commissione Giustizia della Camera infatti respinge e/o invita al ritiro tutti gli emendamenti, riproposti in Finanziaria e respinti anche lì.
· Il Ministero della Giustizia annuncia la presentazione di un emendamento per valutare nei concorsi il servizio prestato anche come esternalizzati, ma anche questo emendamento sparisce.
· La trasmissione “Report” intanto non manda in onda il servizio girato a Napoli durante gli scioperi, censura o scelta?

DICEMBRE 2007:
· Finale drammatico per un anno denso di avvenimenti. SPC entra a Gennaio e già porta con sé un primo, sensibile, taglio. Su tutto il territorio nazionale avvengono una serie di licenziamenti di cocopro e tempo determinato, tutti irregolarmente sfruttati da anni, i lavoratori si chiedono che fine abbiano fatto le rassicurazioni del Ministero. Nelle 3 Regioni più martoriate d’Italia intanto si gioca una partita al fotofinish tra la Consit ed i lavoratori messi in “mobilità volontaria”, solo coloro che fino alla fine faranno gruppo col Sindacato avranno l’intera buonuscita dalla società.

Troppe bugie e promesse non mantenute, gli informatici ex-ATU proseguono con molta meno fiducia negli interlocutori Istituzionali.

AMMALATI SLA TRATTATI PEGGIO DELLA MONNEZZA!!! - Denuncia della sezione Campana dell'AISLA Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica

La sezione campana dell'AISLA denuncia l'incidente gravissimo verificatosi ieri negli uffici della regione CAMPANIA al centro direzionale isola C, quando una delegazione dell'AISLA accompagnata dal suo presidente nazionale Dott. Mario Melazzini, composta da ammalati alcuni gravemente disabili ed in carrozzella non trovava il direttore generale della Sanita' della Campania Antonio Gambacorta che, ad attenderli come ci si aspettava dopo aver preso regolare appuntamento, ha lasciato detto che per motivi urgenti doveva essere a Roma per discutere il problema dei rifiuti a Napoli. In sua vece era stato designato il Prof. Zamparelli. Ma purtroppo anche lui aveva lasciato detto che era impegnato per motivi urgenti con il Governatore Antonio Bassolino, e non si conoscevano i tempi d’attesa. Non solo. E’ stato chiamato più volte sul cellulare dalla segreteria dell’Assessore Angelo Montemarano, ma senza ottenere risposta. A questo punto è entrato in scena un certo Francesco Pecci medico e consulente esterno dell’assessorato, il quale ignorava totalmente i motivi dell’incontro tra Mario Melazzini, presidente dell’Aisla ed Antonio Gambacorta. Insomma non stiamo parlando di malasanità ma addirittura di pessima educazione e totale mancanza di sensibilità da parte dei rappresentanti delle istituzioni locali che di fronte a problemi di sopravvivenza dei malati SLA non mostra il minimo interesse. La delegazione campana formata da Maria Rosaria Monsurro', ricercatore della Clinica Neurologica della Seconda Università di Napoli, Nadia De Gregorio, referente Aisla Napoli, Antonio Tessitore, Rosaria Iacobelli, Antonio Bianco, Avv. Gennaro Petricciolo, esprime tutto il suo sdegno per come sono stati accolti.
Cosa ancora più grave, a ricevere la delegazione nessuno in grado di dare alcuna spiegazione alle domande che da più di un anno sono state rivolte alla sanità campana, per risolvere problemi gravissimi che vivono questi malati e le loro famiglie.L'AISLA della Campania nell'esprimere il forte disappunto, per il trattamento riservato al proprio presidente nazionale ammalato lui stesso di sclerosi laterale amiotrofica,ed alla delegazione stessa, si interroga su quale sia il grado di sensibilità, dei nostri referenti istituzionali, con riferimento ad una materia cosi delicata come quella della disabilità.
Nel contempo sottolinea il grave ritardo della regione Campania nel farsi carico delle gravi problematiche segnalate dagli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica, problematiche oggetto dell'incontro con il direttore Gambacorta, e disatteso dallo stesso.
Pertanto si chiede l'istituzione ad oras di un tavolo tecnico, per la soluzione immediata della problematica legata agli ausili ad alto contenuto tecnologico, per i quali il Ministero della salute ha gia stanziato 10.000.000 di euro di cui 985.000 per gli ammalati campani, e per definire i piani di assistenza domiciliare che siano validi su tutto il territorio campano.
“E’ scandaloso che nella nostra regione possano succedere cose di questo genere, - dichiara la dottoressa Maria Rosaria Monsurrò – senza avere rispetto per chi lavora in prima linea e per i malati Sla che ogni giorno devono fare i conti sia con gli operatori della sanità che con le istituzioni per far valere il loro diritto ad una vita dignitosa”

08 febbraio 2008

Nadia De Gregorio
Aisla Onlus Napoli
80131 - Napoli, C/o Clinica Hermitage
Via Cupa Tozzole, 2
Tel 338-2446301 (da lun. a ven dalle 8 alle 14)
Email: aisla.napoli@libero.it

Scandalo rifiuti in Campania

Scandalo rifiuti in Campania: per uscirne occorre anche l’intervento autonomo delle Università.
Sul territorio regionale sta succedendo di tutto, a causa dello scandalo rifiuti. E che fanno le Università (Rettori, Senati Accademici, Presidi di Facoltà)?
Ufficialmente fanno finta di non vedere e non sentire. Eppure sanno che la Campania sta precipitando sempre più in basso. Sanno che la nostra regione è stata, ed è ancora, terra da sfruttare da parte di voraci sanguisughe che per 14 anni hanno volontariamente fatto aggravare lo scandalo rifiuti in base ad azioni promosse da vari governi nazionali e locali che hanno agito come se fossero agli ordini di potenti imprese italiane. Ad esempio, alcuni docenti erano componenti della commissione che ha aggiudicato l’appalto alle imprese del gruppo Impregilo-Fiat per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, quasi ultimato in un’area già caratterizzata da un inquinamento ambientale superiore a quanto previsto per legge (sarà praticamente impossibile, pertanto, farlo funzionare dal momento che sono state disattese le prescrizioni del 2005 della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente relative agli interventi da realizzare per diminuire l’inquinamento ambientale).
Vari docenti, a titolo personale, si sono distinti per le loro collaborazioni ai Commissari di Governo assumendo anche incarichi di elevata responsabilità nelle costose ma infruttuose attività connesse al problema dei rifiuti.
Mentre si riscontra una disattenzione da parte dei vertici universitari, si registra una sempre crescente partecipazione alle vicende regionali da parte del personale dei vari atenei regionali, tra i più prestigiosi del Mediterraneo. C’è un desiderio sempre più sentito di contribuire istituzionalmente a risollevare la Campania.
Discutibili provvedimenti giuridici hanno mantenuto in vita il Commissariato Straordinario di Governo, vera e propria isola franca dove quasi tutto è stato possibile utilizzando le risorse finanziarie alimentate dalla tassazione dei cittadini.
Come è possibile che una persona (il Commissario di Governo) possa eludere leggi dello Stato Italiano?
Come è possibile che i Governi Nazionali abbiano continuato a finanziare il Commissariato per 14 anni (e chissà ancora fino a quando) in nome di una programmata e istituzionalizzata emergenza? E’ stato tutto normale? Come evitare simili deviazioni in futuro? Può mai essere tollerata un’emergenza per un periodo superiore ad un massimo di 12 mesi? Colleghi giuristi, a voi la palla.
Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti riciclati, dalla opzione rifiuti zero ai metodi di inertizzazione e incenerimento ormai consolidati, sicuramente gli ingegneri avranno già eseguito varie esperienze e altre sono in grado di avviare.
Per quanto riguarda la pianificazione del territorio, credo che diversi piani sovracomunali siano stati calati in un ambiente privo di rifiuti e dei problemi reali ad essi connessi risultando così, astratti; non credo che abbiano considerato l’impatto socio-economico ed ambientale che, di fatto, sta determinando lo scandalo rifiuti. Una loro revisione ed adeguamento è cosa quanto mai necessaria! Rifiuti e salute dell’uomo, attualmente e nel futuro. L’esperto di De Gennaro è venuto a spiegare quale sia, secondo lui, il reale stato dell’arte in Campania, dopo che il rapporto discarica-salute non è stato attentamente valutato attorno alla più grande discarica d’Italia (Pianura) da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Le varie Facoltà di Medicina e le strutture sanitarie regionali avranno certamente qualificati dati da esporre in modo da confermare o contraddire quanto asserito dal Dott. Greco.
Discariche e attività agricole e zootecniche: che relazioni vi sono? E’ normale che le pianure più fertili del Mediterraneo vengano disseminate di altre discariche, che quelle abusive non siano risanate e che le competenti istituzioni (civili e militari) non si siano ancora dotate di moderni ed efficaci strumenti di controllo satellitari in grado di monitorare H24 il territorio? Le facoltà di Agraria e Veterinaria e di Scienze devono intervenire ufficialmente per fornire un quadro scientificamente corretto, per evitare errori di importanza strategica e dirompente per l’economia regionale.
Discariche e ambiente: sembra un fatto normale che poche centinaia di metri sopra l’Oasi naturalistica di Persano e delle opere di prelievo idrico di 250 milioni di mc annui per l’irrigazione della Piana del Sele siano state realizzate ben due discariche regionali? E che dire poi delle relazioni tra rifiuti e acque superficiali e sotterranee, specialmente nell’attuale periodo di transizione climatica? Le Facoltà di Scienze possono fornire validi contributi atti a tutelare l’ambiente e le risorse naturali autoctone di importanza strategica.
Non governo e malgoverno in questi ultimi 14 anni hanno causato una devastazione circa le relazioni tra cittadini, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni sovracomunali nel senso che i campani non hanno più fiducia nei loro confronti. Si tenga presente che dopo 14 anni di Commissariato di Governo in Campania vi è una sola discarica attiva, a Macchia Soprana (Serre), fino alla prossima primavera. In Emilia Romagna, senza Commissario di Governo, vi sono 28 discariche attive. Tale situazione rende, attualmente, difficilmente risolvibile una pacata soluzione dello smaltimento dei rifiuti. C’è un bel lavoro per i colleghi di Sociologia e Scienze Politiche, di analisi e didattica, prima di tutto nei riguardi degli amministratori sovracomunali.
Tutti i colleghi universitari possono promuovere iniziative. E’ evidente che un intervento ufficiale e autonomo delle università avrebbe un significato immenso: i cittadini avrebbero un riferimento scientifico, al di sopra di ogni interesse, che attualmente manca. Colmare questo vuoto sarebbe un contributo significativo per uscire dalla crisi regionale.


Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
8 febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008

Campania: De Gennaro rimette in moto il sistema rifiuti che i suoi predecessori avevano bloccato.

De Gennaro, Commissario Governativo con poteri speciali per risolvere lo scandalo rifiuti in Campania, durante la trasmissione “Che tempo che fa” di domenica 3 febbraio 2008 ha candidamente fatto comprendere che i suoi predecessori sono stati degli incapaci in quanto, non solo non sono stati in grado di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, ma addirittura hanno progressivamente provocato il blocco del sistema.

Bella e importante affermazione! I cittadini campani ora sanno chi ringraziare per tutti i disagi che hanno sopportato e stanno ancora subendo. Vediamo di individuare i principali responsabili. I presidenti dei Consigli dei Ministri durante gli ultimi 14 anni hanno continuato a nominare Commissari Straordinari senza chiedere loro il resoconto delle costose gestioni che continuavano ad aggravare l’emergenza rifiuti fino a trasformarla in un palese scandalo. I vari Commissari Governativi straordinari che si sono succeduti hanno brillato per la loro alacre opera finalizzata a non risolvere il problema rifiuti. È come se avessero eseguito alla perfezione il compito loro affidato: l’emergenza deve continuare.

Ma forse De Gennaro voleva far capire che prima di lui la struttura commissariale si è, di fatto, comportata come una struttura che aveva deviato dalla retta via? Certo che gli ultimi tre predecessori di De Gennaro hanno dato una consistente accelerazione alla crisi ambientale della Campania senza che siano mai stati rimproverati dal Governo nazionale, né dai governi degli Enti locali sovracomunali. Ricordiamo Catenacci e Bertolaso che hanno inferto un colpo gravissimo alla sostenibilità ambientale e socio-economica dell’agricoltura della Piana del Sele, realizzando una sciagurata discarica a Basso dell’Olmo nel Comune di Campagna, poche centinaia di metri sopra i prelievi idrici (250 milioni di mc annui) per l’irrigazione della pianura tra Salerno ed Agropoli.

Bertolaso durante la prima metà del 2007 ha scatenato il finimondo, facendo emanare anche la legge 87 del 5 luglio 2007 per realizzare una seconda discarica a Valle Masseria, di fronte a quella di Basso dell’Olmo. Dove non è riuscito Bertolaso ha avuto uno sciagurato successo il Ministro dell’Ambiente facendo costruire, nelle vicinanze dell’Oasi del Sele, la discarica di Macchia Soprana (Serre), l’unica attualmente in funzione fino a fine primavera.

Dal luglio al dicembre 2007 il Commissario Governativo Pansa non ha saputo realizzare nessuna delle discariche previste dalla legge 87 proponendo, invece, di riaprire la megadiscarica di Pianura e facendo precipitare la regione nella più profonda delle crisi ambientali che sta trascinando anche l’Italia verso una sanzione comunitaria. I consiglieri e amministratori degli Enti Locali sovracomunali della Campania sono stati diligentemente a guardare e in silenzio, mentre l’ambiente, le risorse naturali e l’economia della loro regione venivano prima minacciati e poi seriamente colpiti. I cittadini campani sono imperdonabilmente colpevoli di ingenuità. Hanno impiegato 14 anni per capire che c’era qualcosa che non andava e che in questi anni di “emergenza-scandalo rifiuti”, sono stati proprio loro a finanziare profumatamente le strutture commissariali, le opere finora realizzate, i trasporti e smaltimenti di rifiuti vari in Campania, fuori regione e all’estero.

Hanno impiegato troppi anni a comprendere che c’era chi guadagnava realizzando impianti che dovevano essere CDR e che invece hanno prodotto solo rifiuti imballati e non ecoballe con i requisiti imposti dalla legge vigente e che l’inceneritore di Acerra, ancora in via di ultimazione, è ubicato in un sito già attualmente inquinato oltre i valori previsti dalla legge. Certamente i cittadini sono stati troppo distratti, al contrario dei rappresentanti delle istituzioni centrali e locali sovracomunali che sembravano obbedire a comandi imposti da chi aveva forti interessi a mantenere attiva una situazione in grado di facilitare notevoli guadagni creando, nel contempo, debiti di riconoscenza saldabili in vari modi.

I cittadini campani che hanno finanziato le attività dei Commissari di Governo le cui azioni, di fatto, non solo non hanno garantito la risoluzione del problema rifiuti ma hanno incrementato il rischio per la salute e il rischio di inquinamento irreversibile per le risorse ambientali e naturali autoctone, hanno impiegato troppo tempo per capire quello che De Gennaro ha afferrato in 10 giorni. Le evidenti situazioni di inquinamento ambientale hanno ripetutamente determinato la diffusione a scala mondiale di un’immagine regionale squallida con conseguenti danni economici per le attività turistiche, agricole e produttive in genere. Ora, grazie a De Gennaro, i cittadini campani sanno, ufficialmente, di essere stati vittime di una megatruffa e ne conoscono anche gli autori.

Come magra consolazione per i campani si apre una nuova prospettiva: fare pagare i danni (morali, materiali) subiti ai colpevoli per evitare che nel futuro si verifichino fatti simili. Si intende che devono essere pagati dagli autori del disastro regionale. Devono pagare le singole persone attingendo a risorse finanziarie e ai beni personali e nessuno dei responsabili deve essere candidato a ricoprire cariche pubbliche.

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Università di Napoli Federico II
5 febbraio 2008